Il Villaggio Leumann
Il Villaggio Leumann è uno dei più interessanti esempi di villaggio operaio realizzati in Italia tra Ottocento e Novecento. Si trova a Collegno, alle porte di Torino, lungo corso Francia, e rappresenta una testimonianza significativa dell’architettura industriale e delle trasformazioni sociali legate allo sviluppo dell’industria tessile. La sua particolarità risiede nell’organizzazione di un intero insediamento intorno a una fabbrica, con abitazioni, edifici pubblici e servizi destinati ai lavoratori e alle loro famiglie.
Storia
La nascita del villaggio è legata all’iniziativa di Napoleone Leumann (Lomello, 1841 – Torino, 1930), imprenditore di origine svizzera che nel 1875 trasferì a Collegno l’attività del proprio cotonificio. L’insediamento industriale sorse in un’area allora caratterizzata da un contesto prevalentemente agricolo, in una posizione favorevole allo sviluppo dello stabilimento.

Accanto alla fabbrica venne progressivamente realizzato un complesso residenziale e assistenziale destinato agli operai e agli impiegati. Il progetto rispondeva a una concezione nella quale l’organizzazione della vita quotidiana dei lavoratori era strettamente collegata a quella dell’attività produttiva. Il villaggio comprendeva infatti non soltanto le abitazioni, ma anche strutture scolastiche, sanitarie, ricreative e commerciali, con l’obiettivo di offrire alla comunità una serie di servizi direttamente sul posto.
Una parte importante del progetto architettonico fu affidata all’ingegnere Pietro Fenoglio (Torino, 1865 – Corio, 1927), tra i principali interpreti del Liberty torinese. Il suo intervento si sviluppò in particolare nei primi anni del Novecento e contribuì a definire l’identità architettonica del complesso.
Il cotonificio attraversò una lunga fase di attività, fino alla crisi del settore tessile che, nel 1972, determinò un forte ridimensionamento della produzione. Lo stabilimento continuò tuttavia a operare, seppure in forma ridotta, fino al 2007. Nel 1976 il Comune di Collegno acquistò il villaggio, avviando un percorso di conservazione e recupero del patrimonio edilizio.
Dal 1997 il complesso è riconosciuto come Ecomuseo della Cultura Materiale, dedicato alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica, sociale e produttiva del luogo.
Architettura e descrizione
Il Villaggio Leumann si distingue per la sua architettura in stile Liberty, che caratterizza numerosi edifici residenziali e alcune delle principali strutture collettive. L’impianto urbanistico si sviluppa intorno al cotonificio e comprende due nuclei di abitazioni, realizzati in momenti differenti. Il complesso è organizzato in modo da integrare gli spazi produttivi con quelli destinati alla vita domestica e sociale.
Le abitazioni sono prevalentemente costituite da villini a due piani, concepiti per ospitare singoli nuclei familiari. Gli edifici presentano ingressi indipendenti e giardini, in molti casi destinati anche alla coltivazione di ortaggi. Le diverse tipologie edilizie mantengono una certa uniformità d’insieme, pur differenziandosi per materiali, finiture e soluzioni decorative.
Tra gli elementi architettonici più caratteristici si trovano le decorazioni in ceramica, i particolari in ferro battuto e gli ornamenti che impreziosiscono facciate, finestre e coperture. Questi dettagli conferiscono agli edifici un aspetto riconoscibile, nel quale le esigenze funzionali dell’edilizia residenziale si combinano con il gusto decorativo dell’Art Nouveau.
Accanto alle abitazioni, il progetto originario prevedeva numerosi servizi: il convitto per le giovani operaie, i bagni pubblici, l’albergo, l’infermeria, l’ufficio postale, la piccola stazione ferroviaria, l’asilo nido, la scuola materna ed elementare, la chiesa, il circolo per gli impiegati e lo spaccio alimentare. Questa articolazione faceva del villaggio un insediamento relativamente autonomo, nel quale le principali necessità della comunità potevano trovare risposta senza doversi necessariamente spostare altrove.
Tra gli edifici di maggiore interesse architettonico spicca la chiesa di Santa Elisabetta, realizzata su progetto di Pietro Fenoglio nel 1907. L’edificio costituisce uno degli esempi più rappresentativi dell’interpretazione del Liberty all’interno del complesso.

Il Villaggio Leumann oggi
Dopo la cessazione dell’attività industriale, il Villaggio Leumann ha conservato gran parte della propria identità urbanistica e architettonica. Le abitazioni sono tuttora utilizzate come residenze, mentre diversi edifici originariamente destinati ai servizi hanno mantenuto una funzione pubblica o sono stati adattati a nuove destinazioni.
L’antico convitto ospita la Biblioteca Civica, l’edificio dei bagni è utilizzato come centro anziani e l’ex albergo accoglie alcune associazioni. La scuola, la chiesa e l’ufficio postale hanno invece conservato le rispettive funzioni.
Oggi il complesso costituisce un importante esempio di archeologia industriale e patrimonio di edilizia sociale, permettendo di comprendere come, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, alcune esperienze imprenditoriali abbiano cercato di organizzare non soltanto gli spazi di lavoro, ma anche quelli della vita quotidiana delle comunità operaie.
Indirizzo e mappa
Villaggio Leumann – 10093 Collegno (TO)
Come arrivare
- In auto: percorrendo Corso Francia da Torino in direzione Collegno.
- Con i mezzi pubblici: prendendo la metropolitana di Torino fino alla stazione Fermi, e proseguendo poi a piedi o con un breve collegamento.
Contatti
Associazione Amici della Scuola Leumann
Uffici e segreteria
Corso Francia, 349 – 10093 Collegno (TO)
Telefono: +39 347 359 6056 (lunedì-venerdì, 15-18)
Email: info@villaggioleumann.it
Orari e prezzi
Il Villaggio Leumann è un’area aperta al pubblico e abitata, visitabile pertanto liberamente in qualsiasi momento della giornata. Discorso diverso ovviamente per alcune tipologie di visite guidate.
Visite guidate
Su GetYourGuide puoi prenotare online una visita guidata del Villaggio Leumann:
• Cancellazione gratuita, con rimborso completo, fino a 24 ore prima
Altre visite guidate sono solitamente organizzate dall’Associazione Amici della Scuola Leumann, spesso la prima domenica del mese, tranne che a gennaio e ad agosto, con partenza alle 15.00 (verificare qui).
Visita libera
Volendo, puoi anche camminare liberamente tra le vie del quartiere Liberty e leggere i pannelli informativi posizionati accanto agli edifici principali (come ad esempio la Casa-Museo, l’Ufficio Postale e la Chiesa di Santa Elisabetta).
LeumAPP
Per rendere la tua visita autonoma ancora più completa, dai vari store digitali puoi inoltre scaricare l’app interattiva “LeumAPP” e seguire un percorso multimediale e geolocalizzato con i racconti di chi ha vissuto nel villaggio.
Libri
Se vuoi approfondire la storia del villaggio operaio, su Amazon sono disponibili diversi libri sul Villaggio Leumann, che riportiamo qui sotto. L’ultimo, un libro illustrato per bambini, non risulta al momento disponibile: se di interesse, ti invitiamo pertanto a cercarlo in biblioteca magari, o in qualche libreria dell’usato.

Leumann.
Storia di un imprenditore e del suo villaggio modello
di C. F. Gütermann e R. Miglio (illustratore)
Editore: Daniela Piazza Editore (2006)
312 pagine

Il tesoro di Caterina.
Amore e misteri al villaggio Leumann
di Mariapia Peirano
Editore: Araba Fenice (2019)
128 pagine

Villaggio Leumann…
era bello vivere lì
di G. Scovazzi e V. Tomasi (illustratore)
Editore: Neos Edizioni (2009)
24 pagine
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Foto in alto:
esterno di un villino a due piani del Villaggio Leumann di Collegno, Torino.
Titolo originale: “Villaggio Leumann – Veduta”.
By Dimod61 via Wikimedia Commons (pubblico dominio)